Libera: i commenti dei primi tre

Il commento di Michael Walchhofer (AUT), Didier Cuche (SUI) e Scott Macartney (USA).

Michael Walchhofer: “La Saslong era l’ultima classica che mancava al mio palmares, quindi questo successo ha un sapore davvero speciale. Devo ammettere che mi piace sciare con la pressione addosso, proprio come è avvenuto questa settimana. Forse rendo addirittura di più. Non so dire se con questo risultato sono riuscito a sollevare il morale della nazionale austriaca, ma lo spero davvero. A livello personale, inogni caso, significa molto. Sono uscito dalle gobbe molto veloce e per questo ho avuto qualche piccolo problema a tenere la linea ideale all’ingresso al Ciaslat. Questa pista, in assoluto, è quella che mi consente di sfruttare al meglio le mie doti da scivolatore. Poi ho dovuto fare i conti con un Cuche davvero in forma straordinaria. Vancouver? E’ possibile che io ci sia. Sto ancora pensando ad una partecipazione da protagonista alle Olimpiadi del 2010 in Canada. Ora però il mio pensiero è rivolto a Natale, che passerò a casa, con moglie e figli”.

Didier Cuche: “Sapevo che mi sarei giocato il successo con Walchhofer e Guay e così è stato. Un primo ed un secondo posto in due giorni: non potevo davvero chiedere di meglio. Walchhofer era obiettivamente difficile da battere, perché nella parte alta del tracciato è andato davvero come un treno. Su questa pista è difficile essere veloci dall’inizio alla fine. Nella parte alta sono stato leggermente penalizzato, perché non sono propriamente uno scivolatore. Anche per questa ragione apprezzo ancora di più questi due risultati di assoluto rilievo contro avversari di ottimo livello”.


Scott Macartney:  “Quest’anno la nostra squadra ha infilato una lunga serie di podi, il che testimonia il nostro buon lavoro. Oltre a me sono già finiti tra i primi tre anche Sullivan, Nyman e Miller. Quest’ultimo mi manca un po’ in allenamento, ma il clima nel team è in ogni caso davvero ottimo. Il terzo posto in val Gardena per me significa molto perché proprio qui, nel 2003, mi sono infortunato al ginocchio. Tra Ciaslat e gobbe resta un tracciato impegnativo, ma dal grande fascino. Si scende ad una velocità davvero pazzesca, con parecchi tratti in volo. Ora rientreremo negli Stati Uniti dopo Bormio e nel frattempo ci alleneremo in Trentino, sulla Paganella. Il Natale? Lo passeremo a Trento o ad Innsbruck”.