2007: Saslong, la pista dei campioni

Michael Walchhofer

Michael Walchhofer

E' andata in archivio con un bilancio più che lusinghiero l'edizione 2007 della Coppa del Mondo in val Gardena. Sotto il profilo sportivo hanno vinto i migliori (Walchhofer e Cuche) e organizzativamente tutto è stato da manuale.

Il comitato organizzatore della Coppa del Mondo di sci alpino in val Gardena non poteva essere ripagato nel modo migliore. Il quarantesimo anniversario è stato festeggiato con un successo a tutto tondo, sportivo e organizzativo, ed è stato nobilitato dalla presenza del presidente del Coni Giovanni Petrucci, anch'egli contagiato da un'atmosfera magica nella zona d'arrivo che solo la Saslong sa probabilmente regalare all'interno del Circo Bianco.

Le migliorie apportate alla pista ed i massicci investimenti per garantire la massima sicurezza agli atleti hanno convinto a pieno il delegato Fis Thomas Gurzeler e il direttore di gara Fis Guenter Hujara, che hanno elogiato a più riprese Stefania Demetz ed il suo staff, composto da ben 800 persone, capaci di lavorare con la giusta carica e competenza in un'unica direzione. La val Gardena ha raggiunto, organizzativamente, la consapevolezza dei propri mezzi ed è riuscita a tradurre ed esplicitare in pista il suo know-how tecnico sportivo dando a tutti la possibilità di divertirsi a pieno anche fuori dalle piste. "Abbiamo incassato davvero tanti complimenti - ha commentato al termine dell'intensa settimana la responsabile della parte tecnico-organizzativa Stefania Demetz - e ciò ci lusinga e sopratutto ci dà la carica per cercare di fare ancora meglio il prossimo anno".

Anche sportivamente non si poteva obiettivamente chiedere di meglio. Il primo giorno, nel supergigante, si è assistito ad una gara tecnica, con un duello fra titani: l'elvetico Didier Cuche e l'americano Bode Miller, ai quali ha dato del filo da torcere un altro vecchio marpione del Circo Bianco quale Marco Buechel. Una lotta avvincente, giocatasi sul filo dei centesimi, che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all'ultimo. Tre trentenni che hanno sciato come "treni" e dato una lezione di sci ad una nutrita schiera di giovani talenti. Anche gli azzurri hanno fatto una figura più che dignitosa con il sesto posto di Patrick Staudacher, in grado di restare "incollato" ai migliori. Nella discesa libera ha trionfato per la prima volta in carriera un "lungagnone" del calibro di Michael Walchhofer, che ha fatto valere a pieno le sue doti di scivolatore nella parte alta del tracciato ed ha controllato il ritorno di un maiuscolo Cuche nella parte finale del tracciato. Terzo posto, un po' a sorpresa, per l'americano Scott Macartney (infortunatosi qui nel 2003), che ha privato della gioia del podio un altro fenomeno del calibro del canadese Eric Guay. Sportivamente non si poteva davvero chiedere di meglio. Del resto, sulla Saslong, è quasi impossibile che a spuntarla siano degli sconosciuti. E' una pista affascinante, che per essere conquistata ha bisogno di una corte serrata, di equilibrismi ed un pizzico di audacia...è un po' come riuscire a fare breccia nel cuore di una bella donna.

Massimiliano Bona