Gardena 2008: tra sorprese e conferme

Le due gare di Coppa del Mondo in val Gardena, quest’anno, hanno fatto registrare risultati diametralmente opposti: mentre nel SuperG il successo è arriso ad un outsider di lusso come l’azzurro Werner Heel, nella discesa libera si è imposto uno specialista del calibro di Michael Walchhofer, che sulla Saslong ha ottenuto ben 7 piazzamenti sul podio.

Nessuno, quest’anno, si aspettava l’exploit di Heel. Il ragazzone della val Passiria si è aggiudicato invece il SuperG risultando il primo azzurro, dopo Kristian Ghedina nel 2001, ad imporsi in val Gardena. Heel si era prenotato per una vittoria in Coppa del Mondo già nel febbraio 2008, nella libera di Kvietfjell. In SuperG, invece, non era andato oltre ad un settimo posto a Bormio nel 2008. In val Gardena, quello appena trascorso, per gli azzurri sembrava un anno davvero poco fortunato. Nelle prove cronometrate Fill & Co. hanno deluso, al punto da indurre il tecnico italiano Claudio Ravetto ad ammettere, prime delle due gare, che «gli atleti delle altre squadre fisicamente sono più attrezzati di noi e, nel Blue Team, non ci sono nemmeno grandi scivolatori».

Vento, prezioso alleato degli Azzurri

In gara, poi, le cose sono andate diversamente anche per l’aiuto di un altro fattore: il vento. Solamente lo svizzero Didier Defago (secondo), fra coloro che sono partiti con un numero superiore al 15, è riuscito a terminare la sua prova fra i migliori sette. Tra il primo e il sesto si sono piazzati, infatti, ben 5 atleti con pettorali compresi tra l’uno e il cinque. È giusto ribadire, peraltro, che la vittoria ottenuta da Heel è stata pienamente meritata. L’altoatesino ha preceduto infatti di 43 centesimi Defago, il cui vantaggio dal decimo (Cuche) è risultato invece piuttosto risicato: 44 centesimi. A fine gara lo stesso Heel non è riuscito a spiegare bene le ragioni del suo exploit: «Mi mancano le parole, è difficile capire perchè io sia risultato il più veloce. Dopo la seconda sessione di prove cronometrate ero molto deluso e per questo la vittoria è ancora più bella proprio perchè del tutto imprevista. In discesa toccherà a qualcun’altro».

La smania di vittoria degli austriaci

Ad interrompere il digiuno austriaco in discesa libera, che durava dal 15 dicembre 2007, è stato il fuoriclasse di Salisburgo Michael Walchhofer. A pronosticarne il successo alla vigilia era stato Hermann Maier: «Il tracciato è fatto su misura per lui», ha affermato Herminator. In SuperG Walchofer si era classificato quarantesimo, il peggior piazzamento nelle 133 gare disputate in Coppa del Mondo dal 2001. «Ho sciato bene, ma a causa del vento alcune porte mi sono finite in faccia. Le condizioni di gara non sono state uguali per tutti», questo è stato il commento lapidario dell’austriaco dello Zauchensee dopo la prima gara. Il giorno dopo, sabato, «Mr. discesa libera» è riuscito a far valere la sua classe e le due doti da scivolatore precedendo al traguardo l’americano Bode Miller e il canadese Manuel Osborne-Paradis. Nonostante i due piazzamenti sul podio fra i nordamericani c’è chi ha qualcosa da recriminare: Erik Guay. Dopo aver dominato due sessioni di prove cronometrate si è dovuto accontentare, infatti, del quinto posto in gara. Per gli austriaci, invece, il digiuno in libera durava da 370 giorni. «Solitamente - ha concluso Walchhofer - un atleta corre per sè, mentre in quest’occasione ho difeso più che mai i colori di un’intera squadra e di tutta la nazione».

Nordamericani incontenibili

Vittoria di Walchhofer a parte in discesa si sta assistendo ad un vero e proprio cambio della guardia con i canadesi e gli americani veri dominatori delle discipline veloci. Ben cinque americani (Miller secondo, Sullivan quinto, Fischer settimo, Nyman nono e Lanning decimo) e due canadesi (Osborne-Paradis terzo e Guay quinto) si sono piazzati infatti nella Top Ten. Anche i padroni di casa, gli italiani, figurano di diritto fra i protagonisti di questa due giorni. Per ora non per i risultati in discesa libera (il migliore è risultato Peter Fill, diciannovesimo), ma per la splendida atmosfera in zona d’arrivo. Complice la presenza di un gran numero di altoatesini in squadra i supporter presenti nella vallata ladina sono sempre di più.

Raddoppiato il numero dei Fans Club

Nuovo record di tifosi in val Gardena, con presenze più che raddoppiate da parte dei Fans Club. Il commento più significativo a riguardo è stato della Süddeutsche Zeitung, che ha sottolineato come la val Gardena sia nota sostanzialmente per tre cose: gli scultori del legno, all’opera quasi in ogni casa, lo speck e la discesa libera all’ombra del Sassolungo. «La libera - scrive il giornale tedesco - si disputa sempre prima delle festività natalizie e ciò contribusce a creare un’atmosfera più unica che rara rispetto agli altri appuntamenti del Circo Bianco». Solo il presidente della Fisi Giovanni Morzenti sembra non aver realizzato, almeno non del tutto, cosa significhi il doppio appuntameno sulla Saslong per il circuito di Coppa del Mondo. Come noto, tanto agli organizzatori gardenesi quanto a quelli badioti, Morzenti ha chiesto più denaro da versare nelle casse della Fisi. Dopo aver trovato, a fatica, un accordo per il breve periodo non è stata ancora raggiunta un’intesa per il lungo periodo, in quanto l’intenzione sembra essere quella di assegnare le competizioni di Coppa del Mondo al miglior offerente. E Stefania Demetz, a capo del comitato organizzatore gardenese, non sembra disposta a giocare con regole davvero poco chiare. Demetz è più che convinta che il successo del duplice appuntamento sulla Saslong sia da attribuire ad una qualità e ad un know-how che pochi altri comitati possono vantare. «La qualità - ha sottolineato Stefania Demetz - non si può però garantire solo con l’impegno e la competenza dei collaboratori (ben 800), ma bisogna avere a disposizione anche i necessari mezzi finanziari». E ancora. «Si fatica a comprendere per quali ragioni, nei mesi scorsi, gli organizzatori siano stati attaccati frontalmente. Ciò che, da anni, riusciamo a mettere in piedi in val Gardena è una festa dello sport a tutto tondo e ci adopereremo per riuscire in questo intento anche in futuro. E, nonostante tutto, riteniamo doverso affrontare i prossimi appuntamenti con uno slancio ed un entusiasmo, se possibile, ancora maggiori». di Massimiliano Bona