Stefania Demetz: "Il lavoro di squadra: ecco il nostro segreto"

Con la discesa vinta da Aksel Lund Svindal va in archivio un’altra appassionante edizione della Coppa del Mondo in Val Gardena. Abbiamo sentito Stefania Demetz, amministratore delegato del Saslong Classic Club.

Visto questo clima, sono due anni che rendete possibile anche quello che pare impossibile. Qual è il segreto?

Diciamo che un po’ di fortuna ci vuole sempre, ma il segreto è lo straordinario lavoro di squadra che c’è su più livelli. Partiamo dalla società Saslong Spa, che si occupa dell’innevamento in condizioni difficili e rende possibile tutto questo, poi con la Val Gardena abbiamo un partner di sostegno che per noi è fondamentale e quindi c’è l’incredibile lavoro che viene svolto da tutte le persone impegnate nel Comitato, che mettono in scena qualcosa di straordinario.

Un aggettivo per descrivere questa edizione?

Non  voglio esagerare, ma direi quasi esilarante. C’è stata di nuovo una situazione meteo straordinaria eppure abbiamo avuto un pubblico numerosissimo e appassionatissimo. Anche i risultati di gara hanno fatto la storia, con la tripletta in Super-G che è qualcosa di incredibile. C’è stato veramente un entusiasmo dilagante che è un bellissimo regalo di Natale. 

Qual è stato il momento più duro?

Sicuramente quando si verificano gli incidenti, Il momento più duro arriva quando vedi un atleta che cade e viene portato via in elicottero. Fortunatamente è andato tutto bene, ma si sa che la discesa comporta dei rischi. Poi quando anche l’ultimo atleta arriva al traguardo puoi tirare un sospiro sollievo.

E il momento più bello?

Vedere alla fine della manifestazione le persone, che siano atleti, tifosi, collaboratori e via dicendo, con il sorriso stampato sul loro volto. Vedere la loro felicità dopo l’ultima gara è la cosa più bella che ci sia e dà tanta soddisfazione.

In Val Gardena si scia nonostante questo tempo abbastanza particolare. Avete ricevuto ancora una volta tanti complimenti dagli atleti e dai loro team. 

Questo significa comunque che non bisogna adagiarsi sugli allori. Bisogna anche saper accettare le critiche, che permettono di migliorarsi. I tempi, dal punto di vista economico, sono difficili e tenere in piedi un evento del genere diventa complicato. Il consenso diffuso fa bene, ma bisogna utilizzarlo come materia e stimolo per il futuro.