Saslong-Classic 2016: con passione verso il futuro.

Intervista a Rainer Senoner e Stefania Demetz: il presidente e la direttrice generale del Comitato Organizzativo "Saslong-Classic Gardena Groeden" parlano dell’edizione 2016 e del suo futuro.

Il 49enne di Selva Rainer Senoner, neo presidente del Comitato Organizzatore della Saslong-Classic, commenta con orgoglio il successo della 49° edizione:

Rainer Senoner: - Le due gare del 2016 si sono svolte in condizioni perfette, tutti gli operatori e gli stessi atleti sono rimasti soddisfatti. Un pubblico più numeroso che mai ha riempito la zona d’arrivo delle due gare, i media internazionali hanno trasmesso la gara in ogni angolo del mondo: direi che c’è da essere contenti..

- Perché la Val Gardena riesce sempre a stupire per la qualità delle sue gare?
RS: - Sicuramente grazie agli investimenti che vengono fatti per ottimizzare ogni aspetto della corsa e per la massima professionalità di tutti i collaboratori che ci permettono di ovviare anche a condizioni climatiche impensabili.

- Intende dire che riuscite a fare neve anche quando non ce n’è?
RS: - Non solo a farla ma a rendere la pista più bella che mai grazie ad un know-how che appartiene solo a gente del posto, che conosce la materia perché l’ha vissuta tutta la vita. Ma non è solo questo: grazie alla nostra esperienza sul campo siamo abituati a risolvere i problemi con inventiva. Nel 2014, per esempio, non avevamo abbastanza neve per riempire delle buche sulla pista e lo abbiamo fatto con della paglia: la cosa ha funzionato e tanti poi ci hanno imitati.

- Stefania Demetz, direttrice generale della Saslong Classic, secondo lei dunque il successo del vostro evento è da attribuire solo all’impeccabile qualità ed esperienza dei vostri operatori?
Stefania Demetz: - Credo che il nostro sistema funzioni perché fondato su elementi molto diversi che pure si fondono bene insieme. Da un lato, se vogliamo, quanto Rainer Senoner dice e dall’altro la ricerca di continui spunti che provengono dal mercato, dai trend di successo, non solo del nostro settore.

- A cosa si riferisce per esempio?
Per esempio che nel nostro World Cup Adventure, il programma di eventi collaterali alla gara,  lanciamo iniziative di successo ispirandoci a quello che funziona nelle grandi città o che ai nostri sponsor offriamo sempre più “vip experience” per i loro clienti anzichè spazi pubblicitari.

- Quante cose sono cambiate Rainer, da quando lei è entrato nella Saslong Classic, nel 1988?
RS: - Per quanto riguarda il mio ruolo innanzitutto la sicurezza durante la corsa. Basti pensare che una volta utilizzavamo 800 metri di reti protettive e oggi ne usiamo 28.000! In generale è aumentata la professionalità di tutti gli operatori.

E secondo lei Stefania? Quali sono i cambiamenti più importanti rispetto al passato?
SD: - Che oggi non consideriamo più il nostro evento solo come un fatto sportivo ma sociale, culturale, economico, politico, con tutto ciò che ne consegue a livello di obiettivi di marketing e comunicazione.

- Eppure, come dimostra la scelta di cambiare i regolamenti per l’assegnazione dei pettorali, sembra che lo sci sia alla ricerca di maggiore spettacolarità..
RS: - Personalmente credo che lo sci stupirà sempre perché con condizioni meteo e di neve che non sono mai le stesse i risultati non sono mai scontati, come ha dimostrato la vittoria di Max Franz oggi nella discesa.

- Lei che ne pensa Stefania?
SD: - E’ cambiato tanto. Dobbiamo rapportarci a utenti diversi, a stili di vita cambiati negli anni e pensare che per mantenere alto l’interesse dobbiamo andare alla ricerca di idee nuove, con l’aiuto anche degli studi sulle tendenze che funzionano.

Dunque, cosa dobbiamo aspettarci dalla Saslong- Classic per il futuro?
RS: - Io vorrei che questa gara diventasse sempre più un evento di tutta la valle e che la gente potesse sentirsela sulla pelle.

SD: -Fare bene sul campo con uno sguardo ampio tutt’attorno. Ecco cosa penso che faccia, di una gara in una piccola località di montagna, un evento a cui tutto il mondo guarda con ammirazione.