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Aneddoti, la seconda: Bernhard Russi e Hans Knauss

11.12.2017

Bernhard Russi: una giacca troppo piccola per la premiazione

„Nel 1970 mi sono sorprendentemente laureato campione del mondo di discesa. Tra il traffico per strada e tutto il trambusto dei media c'era un gran caos. Così il mio accompagnatore personale mi aveva perso di vista. Sapevo solo che dopo la gara la premiazione si sarebbe tenuta a Ortisei. Grazie all'autostop (gli spagnoli mi portarono con loro) sono riuscito ad arrivare al mio hotel, dove ho realizzato che la mia divisa ufficiale di squadra era già partita sulla strada verso la cerimonia di premiazione. Senza esitare, il proprietario dell'hotel, con l'aiuto della polizia e delle luci blu, mi ha portato verso Ortisei. Dei miei vestiti, che avrei dovuto indossare durante la cerimonia, ancora nessuna traccia. Infine, circa due minuti prima della cerimonia, il mio compagno di squadra Kurt Schneider mi è venuto in aiuto prestandomi la sua giacca ufficiale. Peccato solo che fosse di due taglie più piccola della mia. Ciononostante mi sono gustato la cerimonia di premiazione, che mi regala ancora tante emozioni. Le lacrime scorrevano sulle mie guance mentre risuonavano le prime note dell'inno nazionale. Ma ero talmente preso dall'emozione che non mi accorsi che al posto dell'inno nazionale svizzero stava risuonando l'inno della Gran Bretagna“.

Hans Knauss: i consigli dei migliori nemici

„La Val Gardena e soprattutto le Gobbe del Cammello per me sono sempre stati un mito. Mi ricordo: quando ero ancora in attività le gare della Val Gardena mi piacevano molto e il principe Hubertus von Hohenloeh, durante la ricognizione, mi chiese quale fosse il modo miglioreper superare al meglio la terza Gobba del Cammello. Fino ad allora era passato sempre sulla sinistra della gobba. Al buon „Hubsi“ spiegai esattamente la linea giusta, dicendogli anche che nella curva precedente, presso il muro, avrebbe dovuto spingere al massimo, affrontandola senza paura, altrimenti gli sarebbe mancato il ritmo. Mi sentivo un po' in colpa, perché non sapevo se „Hubsi“ potesse farcela. Quando presi la via dell'hotel dopo l'allenamento e alcune interviste in zona arrivo, sentii lo speaker gridare „brutta caduta di Hubertus von Hohenlohe!“ Capii subito che erano le Gobbe del Cammello! Purtroppo „Hubsi“ si ruppe il crociato del ginocchio, ma non ha mai mollato e ancora oggi prende parte a gare di sci“.