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"È tutto pronto"

20.12.2019

Quasi tre settimane fa, l'asso tedesco della velocità Thomas Dreßen ha festeggiato un ritorno da sogno vincendo la discesa di Lake Louise esattamente un anno dopo la rottura del legamento crociato. In occasione della classica di velocità della Val Gardena, il 26enne ha risposto alle domande della redazione della Saslong - e ha trovato solo parole di elogio per la squadra del comitato organizzatore che sta dietro le quinte delle gare.

Thomas, come ti sei trovato qui sulla Saslong?
Le condizioni in allenamento erano davvero ottime. Devo essere sincero: solo pochi giorni fa non avrei mai pensato che gli organizzatori e lo staff sarebbero stati in grado di mettere la pista in così buone condizioni. La neve è estremamente veloce, contrariamente alle aspettative di molti, e questo ha sorpreso anche me. È fantastico sciare qui, sullo sfondo di questa montagna. Quest'anno le condizioni in Val Gardena sono diverse dal solito. Le temperature più miti fanno venire da sole i sudori freddi a molti atleti... La pendenza è certamente diversa da quella a cui siamo abituati, ma bisogna sapersi adattare a queste cose quando si fanno sport all'aperto. Dopotutto, ci alleniamo tutto l'anno per poter affrontare bene le condizioni più diverse. Tuttavia, la natura della pista è la stessa per tutti gli atleti, quindi non faccio molta attenzione alle condizioni esterne.

Una volta si diceva che le condizioni di allenamento in Val Gardena possono variare molto. Come vedi questo problema?
È difficile per me rispondere a questa domanda, dato che l'anno scorso ero assente a causa di un infortunio. Ma da quando sono in Coppa del Mondo, la pista è sempre stata in ottime condizioni. In altri luoghi - non farò nomi – le cose non sempre funzionano perfettamente. Qui in Val Gardena non si può non vedere che gli organizzatori fanno bene il loro lavoro. L'allenamento non è stato molto facile, ma la pista era ben preparata per le condizioni.

Il tuo grave infortunio è avvenuto più di un anno fa. Il ginocchio ti fa ancora male ogni tanto?
In realtà non ho mai più sentito dolore, ma qui in Val Gardena per la prima volta il ginocchio è di nuovo un po' gonfio. Non so davvero perché, visto che non ci sono stati segnali di allarme o situazioni simili di recente. A causa del gonfiore ho anche iniziato la prova un po' più rilassato. Per essere un discesista sono ancora relativamente giovane, quindi non ha senso rischiare se il corpo non sta al gioco. Se il ginocchio dovesse causarmi dei problemi prima della gara, non so ancora se inizierò - esagerare o anche solo correre un rischio non ha molto senso in questa situazione.

A Lake Louise, tre settimane fa, hai sciato in modo sensazionale verso una vittoria in rimonta, ma a Beaver Creek hai finito al 19° posto. Quali sono i tuoi piani per le gare qui in Val Gardena?
Se tutto fisicamente fila liscio e posso dare il mio meglio, un posto nella top ten è possibile. Il mio tempo di allenamento mi ha sorpreso. La mia prova non è stata certamente ottimale e nonostante questo sono entrato comunque nella top 20. Però so anche che gli altri non sono dei pivelli...

Finora il tuo miglior piazzamento sulla Saslong è un 13° posto. Cosa ti è mancato in passato per arrivare sul podio?
Ad essere onesti, non lo so bene neanche io. Quest’anno sarei più che soddisfatto di un posto nella top ten o nella top 15. Ma al momento, la salute è la cosa più importante - anche se sciare bene è comunque sempre molto importante per me. Dopo Beaver Creek diversi media hanno scritto “obiettivo raggiunto, Dreßen è arrivato sano e salvo a valle” - ma questo ovviamente non po’ essere il mio unico obiettivo. Se arrivo al traguardo ma scio male, non sono soddisfatto neanch'io.