Mattia Casse: «La Saslong è una pista su cui posso fare la differenza»
Mattia Casse lega alla Val Gardena ricordi particolarmente significativi. Nel 2022, l’azzurro – oggi 34enne – ha conquistato qui il suo primo podio in Coppa del Mondo; lo scorso anno, nel Super-G, è arrivata addirittura la sua prima, e finora unica, vittoria nel circuito. In una giornata senza allenamenti abbiamo fatto il punto con lui sui tre appuntamenti di casa sulla Saslong.
Mattia, a marzo durante un allenamento di discesa a Kvitfjell hai riportato una complessa frattura al gomito e sei stato costretto a chiudere anzitempo la stagione. Com’è andata la preparazione per questo inverno? Sei tornato al 100%?
Anche se si è trattato “solo” del gomito, la fase di recupero dopo l’infortunio ha richiesto molto tempo e non è stata semplice. Ho avuto forti dolori e, ancora oggi, avverto che manca ancora qualcosa. Tuttavia, trattandosi di un infortunio alla parte superiore del corpo, in pista sono poco limitato. Nel complesso la preparazione è stata molto buona: soprattutto in Cile abbiamo lavorato intensamente, costruendo una base solida per l’inverno.
Nelle prime tre gare di velocità oltreoceano ti sei classificato tra il 20° e il 30° posto. Dentro di te speravi in qualcosa di più?
In America ho sempre fatto un po’ di fatica, quest’anno forse ancora di più. Se guardo alle prestazioni in allenamento, i risultati non rispecchiano pienamente ciò che sono in grado di fare in questo momento. Proprio per questo sono felice di essere ora in Val Gardena e di gareggiare davanti al pubblico di casa. Le gare casalinghe hanno sempre una dinamica particolare: qui le carte vengono rimescolate.
A proposito di gare di casa: nel 2022 hai conquistato qui il tuo primo podio in Coppa del Mondo e lo scorso anno addirittura la tua prima vittoria. Con quali aspettative affronti queste tre gare?
La Saslong è una pista che mi si addice molto, e di conseguenza anche le aspettative sono alte. In allenamento sto sciando bene, a tratti molto bene, e mi sento davvero a mio agio sugli sci. Attaccherò al massimo: ora è il momento di trasformare le buone sensazioni in allenamento in risultati concreti.
I favoriti in Val Gardena non mancano, con Marco Odermatt indicato come principale candidato. Vedi possibili sorprese da parte della squadra italiana?
Nel nostro team Dominik Paris sta attraversando un ottimo momento di forma e ha iniziato la stagione con buoni risultati. Qui può succedere di tutto per lui: lo ha dimostrato chiaramente con la vittoria in discesa di due anni fa. Marco Odermatt, invece, al momento sembra veloce su qualsiasi tipo di terreno e riesce a guadagnare tempo anche nei tratti apparentemente più semplici. La Val Gardena, però, è nota per regalare spesso sorprese: anche gli outsider possono arrivare davanti.
Questo inverno di Coppa del Mondo è particolare anche in vista delle Olimpiadi in casa. Si affrontano le gare in modo diverso con questo pensiero in testa?
Chi prima della partenza riflette troppo o cerca di sciare con eccessiva prudenza parte già svantaggiato. In Coppa del Mondo bisogna spingersi al limite in ogni gara e attaccare sempre al massimo, mettendo da parte tutto il resto. Le Olimpiadi sono ancora lontane, quindi al momento penso gara per gara. Solo verso la fine di gennaio l’attenzione si concentrerà completamente sulle Olimpiadi.