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Rainer Senoner: "Volevamo riaccendere l'entusiasmo per le nostre gare”

11.06.2020

Fra poco si concluderà il primo mandato di Rainer Senoner da presidente del Saslong Classic Club. In questa intervista il cinquantatreenne ci racconta i primi quattro anni alla guida del Comitato di Coppa del Mondo della Val Gardena, approfondendo momenti piacevoli ma anche meno piacevoli e dichiarando i suoi obiettivi per il prossimo mandato - a patto che venga rieletto dai soci del Saslong Classic Club il 25 giugno.

Rainer Senoner, qual è la tua conclusione dopo la prima presidenza?
RS: Nella primavera del 2016 sapevo che stavo affrontando una grande sfida e avevo una vaga idea di cosa mi aspettasse. Tuttavia, si sono aggiunti alcuni compiti che sinceramente non mi aspettavo. Per esempio, i bilanci dovevano essere ripuliti, però abbiamo superato anche questa sfida. Quello che ci è riuscito bene è sicuramente stata la gestione dei due grandi eventi - 50 anni di Coppa del Mondo in Val Gardena nel 2017 e nel dicembre dello scorso anno il 50° anniversario dei Mondiali di sci nel 1970. È stato molto bello avere con noi le tante leggende dello sci e ripensare ai vecchi tempi gloriosi.

Negli ultimi quattro anni il Comitato ha praticamente dovuto far fronte ad un doppio onere ad ogni edizione...
RS: Sì, è vero, perché nel 2018 abbiamo avuto anche due gare femminili dopo le nostre classiche. Queste due gare ci sono state assegnate praticamente da un giorno all'altro. Quando Val d'Isere ha dovuto annullare, la FIS si è rivolta a noi e in breve tempo abbiamo dovuto accettare o annullare. È stata una grande sfida, anche dal punto di vista finanziario, ma fino alla fine siamo stati in grado di offrire grandi gare. E che Nicol Delago sia salita sul podio sulla sua pista di casa è stata naturalmente la famosa ciliegina sulla torta.

Com'è stata la collaborazione nel vostro consiglio direttivo?
RS: La collaborazione nel consiglio è stata caratterizzata da una grande armonia e da un estremo entusiasmo per le nostre classiche di Coppa del Mondo e per lo sci in generale. Lo dimostra il fatto che tutte le decisioni sono state approvate all'unanimità. Siamo stati in grado di realizzare molte nuove idee. Il nostro obiettivo primario quattro anni fa era quello di riaccendere l'entusiasmo per la Coppa del Mondo di sci in Val Gardena - nella nostra valle e in tutto l'Alto Adige. Queste gare non mi appartengono come presidente, non sono di proprietà del consiglio direttivo o del comitato organizzatore - la Coppa del Mondo in Val Gardena appartiene a tutti. Penso che siamo riusciti molto bene a mandare questo messaggio. L'entusiasmo per la Coppa del Mondo è tornato ad essere molto, molto grande nei singoli comuni della Val Gardena, tra gli operatori turistici, tra i nostri partner e non ultimo tra la popolazione locale.

Qual è stata la sfida più grande?
RS: Il compito più grande e importante è stato il cambiamento dell'intera struttura. Abbiamo definito con precisione i singoli compiti da svolgere prima, durante e dopo la gara. Il nostro obiettivo è quello di far sì che la Coppa del Mondo in Val Gardena possa svolgersi indipendentemente dal singolo individuo e che i compiti possano quindi essere svolti nel miglior modo possibile indipendentemente dalla singola persona.

Guardando indietro, c'è qualcosa che faresti in modo diverso?
RS: Gli ultimi quattro anni sono stati un continuo processo d’apprendimento per me. Come atleta spesso ho deciso d’istinto. Forse a volte sarebbe meglio dormirci sopra e reagire meno impulsivamente. Ma d’altronde nello sport le decisioni rapide sono essenziali.

Una di queste decisioni è stata la cancellazione della discesa libera nel dicembre 2019. Quanto ti ha toccato questo episodio?
RS: La cancellazione è stata molto dolorosa. È stata così penosa perché tutto dicembre fino all'inizio della settimana di gara abbiamo avuto condizioni perfette in tutta la Val Gardena ed eravamo preparatissimi. Ma purtroppo siamo impotenti davanti ad un'ondata di caldo come quella vissuta a metà dicembre. Allo stesso tempo vorrei sottolineare che è già stato quasi un miracolo se siamo riusciti a concludere un allenamento in discesa e il Super-G in queste condizioni. Vorrei quindi ringraziare ancora una volta il direttore di gara della FIS Markus Waldner e naturalmente tutto il mio team per l'ottimo lavoro svolto.

Come si è sviluppata negli ultimi quattro anni la Coppa del Mondo di sci in Val Gardena e lo sci in generale?
RS: Come già detto, in Val Gardena si sente ovunque il sostegno positivo della popolazione, della comunità, delle istituzioni e del turismo. Il mio augurio per il futuro è che un atleta gardenese possa gareggiare con i migliori al mondo. Con Nicol Delago abbiamo visto gli effetti positivi per il nostro evento se un atleta locale sale sul podio. Per quanto riguarda lo sci in quanto tale, negli ultimi anni è diventato ancora più professionale. È tutto a brevissimo termine, è difficile per gli atleti sciare costantemente ad altissimo livello. E purtroppo va detto che anche nello sci il denaro è sempre più dominante.

Se dovessi essere rieletto il 25 giugno - quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
RS: Insieme al consiglio direttivo vorrei proseguire il cammino intrapreso e continuare a lavorare per migliorare la nostra struttura. Allo stesso tempo mi impegnerò affinché le gare della Val Gardena rimangano nel calendario FIS. Molti pensano che sia una cosa ovvia. Ma non è così. Anno dopo anno dobbiamo dare il meglio, rimanere attivi e prudenti, affinché questo avvenga anche in futuro. Un'altra cosa da fare nel prossimo futuro è negoziare i contratti con i nostri partner in modo da poter finanziare le nostre gare.

Grazie per l'intervista!